Alessandro Agostinelli: tre poesie da "Il materiale fragile"



l'anima nel vento



a volte, la notte

giro gli occhi verso ovest,

un aereo scende su pisa

nella stessa direzione della mia auto.


sento una destinazione che si compie,

come uno dei posti

dove andrò comunque.


si sceglie una conduzione separata,

ma costante, un lontano

presente come un destino

che ho imparato a riconoscere

dagli atlanti del mondo,

si aprono al centro del torace

mentre comincia a soffiare il vento,

un'anima.



**



geometria delle passioni



la notte

sulla via del ritorno

tutto si fa chiaro,

la sabbia scende

nella clessidra,

poi torna la gestione

delle lenzuola,

l'economia del giorno.

e il piacere dell'intimità

si mescola nel mondo

che è fatto di nulla.


c'era una volta una città.

adesso si sommano vie,

luoghi, facce differenti,

in troppi posti

che non sono io.



**



oblio



non ti ho pensato

eppure oggi tira tanto vento,

credevo non finisse mai.

in un angolo della cassapanca

si è accumulata molta polvere,

la guardo e trattengo il respiro:

non ti ho pensato.


la distanza sono anche

queste crepe sui muri,

le guardo e sospiro:

sono davvero ovunque.


c'è una tua maglia

sola sulla gruccia,

le ho messo addosso un cappotto

perché oggi tira tanto vento,

le persiane sbattono

le piume sopravvivono

e qui è tutto silenzio.


ma non ti ho pensato.