Le mie poesie


Le poesie che seguono sono tratte dalle raccolte Tornando a casa (Puntoacapo, 2020) e La ragione della polvere (peQuod, 2020).


Guarda le pieghe dei vestiti,
guarda l'arrendersi dei corpi,
guarda il farsi preghiera di una notte
che separa e purifica.

Il suono delle campane
abbraccia la sera
e mi disperde.


***


In questo cielo scuro prima dell'alba,
risplende la vita
nel disarmo dell'abbandono.
In noi giace l'immensità del cielo,
l'oscurità dell'abisso.


***


Ho sete di questa parola,
del tuo volto appena intravisto.
La conoscenza di queste mancanze
ha oscurato il verde delle foglie,
e i miei occhi.

Nella tranquillità di uno sguardo
si cela la noncuranza del cielo,
la mia distanza da tutte le cose.


***


Si commuove il vento,
piange il castagno
nella solitudine
di un nuovo inverno.

Abito ancora a pochi passi da quando
l'estate si fa notte e poi niente.

La mia patria è la nostalgia,
questo eterno, incerto viaggiare.


***


Entrare nel mistero,
sprofondare nella luce.
La notte è immobile,
tra le mie braccia.

Puoi avvicinarti, sì,
ma lentamente.


***


Il principio e la fine
è nel volo di una rondine,
nel rosa del mattino.

D'altronde, lo testimonia il cielo,
ne dà conferma l'universo:
salvo è l'istante in cui tu appari.


***


Chi getta il tuo nome nell'abisso
per trenta denari?
Chi dorme durante la veglia?
Chi stringe i polsi
e ti spinge in catene?

Nessuno torna innocente
da questo Getsemani,
nessuno è mai stato
fedele davvero.


***


L'inciampo fedele ai giorni,
ritorno verso la luce degli occhi
e le braccia stanche, le ore
a contemplare il vuoto,
arrendersi al peso infermo delle cose.

L'infinito è una ferita che non lascia
segni sulla pelle e sul viso;
mia madre è terra riarsa
e poi un giorno fiorita.


***


Nei silenzi impossibili,
nella bianca innocenza
di una preghiera sussurrata.

Tutto è instabile e arde,
arde d'amore.
Tutto cade inesorabile
e si fa nostalgia.


***


Qualcosa resta in silenzio
e rimane nascosto
nel niente senza stelle
che ti riempie e consuma.

Anche in me attende
il vuoto straziante di Dio,
e questa ignobile,
mai sazia inquietudine.

Le api tracciano geometrie gioiose
tra i fiori di pesco e il cielo.